Sunday, October 25, 2020

​Strumenti innovativi per il riconoscimento reciproco, tra enti ed istituzioni di tre paesi europei, delle competenze di base nell’assistenza alle persone anziane, acquisite attraverso la formazione o per vie informali: è quanto realizzato e sperimentato dal progetto “Iqea”, finanziato dal programma Llp – Leonardo da Vinci, che ha coinvolto Romania, Polonia e le Regioni Sardegna e Friuli Venezia Giulia, partner del progetto.

La fase conclusiva del progetto giunge in un momento importante per il sistema normativo italiano in relazione al tema delle competenze come leva di sviluppo personale e sociale. Nel giugno del 2012, infatti, l’art. 4 della riforma Fornero del mercato del lavoro fa propri i principi della certificazione delle competenze comunque acquisite e del loro riconoscimento come crediti formativi. Quindi, mentre viene finalmente messo in campo un sistema nazionale, con forti prospettive e deciso stimolo alla sostenibilità, accessibilità, sussidiarietà e integrazione, il progetto Iqea definisce – previo un approfondito confronto e l’attiva partecipazione dei soggetti attivi sui territori – una proposta di standard di competenze assistenziali di base comuni a diversi paesi europei, caratterizzati da una significativa mobilità geografica di lavoratori e lavoratrici del settore.
Il mercato del lavoro nei servizi assistenziali esprime oggi una forte richiesta di competenze e del loro riconoscimento, sia dal lato della domanda (famiglie, persone assistite, servizi), sia dal lato dell’offerta, costituita in larga prevalenza da soggetti fragili: donne over 40, con una significativa presenza di migranti, in larga parte operanti in condizioni di lavoro non dichiarato, scarsamente riconosciuto e visibile.
Il dispositivo normativo, quando sottolinea il diritto a veder riconosciute, fino alla certificazione, le competenze comunque acquisite, si rivolge proprio a questa parte del mercato del lavoro, e mette quindi al centro la competenza, intesa come “comprovata capacità di utilizzare, in situazioni di lavoro, di studio o nello sviluppo professionale e personale, un insieme strutturato di conoscenze e di abilità, attribuendo valore non soltanto alle dimensioni cognitive del sapere ma anche a quelle meta cognitive e relazionali del saper fare e del sapere essere”.
Anche questo approccio trova riscontro nel progetto Iqea, in quanto l’insieme delle unità di competenza alla base degli standard professionali individuati è un mix di conoscenze tecniche, modalità operative e attenzione relazionale.
Il decreto legislativo pone inoltre l’attenzione sul diritto all’apprendimento permanente: proprio questa è la logica di Iqea che – utilizzando la metodologia europea Ecvet per il riconoscimento e il trasferimento di crediti di apprendimento fra diversi paesi – consente una progettazione personalizzata dell’apprendimento, di dimensione europea, ma riconosciuto anche nei mercati del lavoro nazionali dei singoli paesi.

(Federico Boccaletti, Cooperativa “Anziani e non solo”, E-Fsenews n. 6 – 2013)